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La Cappella del Sacro Cuore

La Cappella dell’Istituto Sacro Cuore.

La cappella dell’ Istituto, dedicate al Sacro Cuore di Gesù, è composta da un ampia navata centrale che termina con l abside del presbiterio dell’ altare maggiore. Nell’ altare maggiore posta su una nuvola monumentale, al centro, vi è posta la statua del Sacro Cuore di Gesù a cui e stato dedicato l’ Istituto.

A far corona al Cristo, in adorazione, vi sono gli angeli. Sempre posti nelle nicchie, sul presbiterio, vi sono due grandi statue: la Madonna e San Giuseppe. La Madonna , posta a sinistra del presbiterio, ha alcune caratteristiche: prima di tutto la sua straordinaria bellezza, che il tempo ha un po’ rovinato; poi , cosa molto importante e caratteristica, sono i raggi che partono dalle sue mani e il globo che regge nelle stesse. A destra dell’ altare vi è il simulacro di San Giuseppe, patrono della Chiesa, che porta nella mano destra il giglio, simboleggiante la purezza e nella mano sinistra Gesù bambino che a sua volta, come nella Madonna, porta nelle sue mani il mondo. Queste due statue poste ai lati dell’ altare maggiore risalirebbero alla fondazione della cappella. Si è riusciti a scoprire, grazie a delle targhette poste ai piedi delle statue, che queste furono offerte. San Giuseppe da una certa Elena Marini e la Madonna dall’ associazione Carlo Felice.

L ‘intero presbiterio fu modificato subito dopo il concilio Vaticano II. L’ altare maggiore ligneo, per garantire uno spazio più ampio al presbiterio, è stato rimpicciolito e abbassato.

Precedentemente, quest’ ultimo, era sicuramente molto più alto e molto più largo; ai suoi lati era adornato da due grandi angeli, andati perduti, muniti di un candelabro. Anche le balaustre, appartenenti allo stesso altare, sono state smontate e conservate. Per attuare le norme del Concilio Vaticano II, che prevede la celebrazione Eucaristica in lingua locale e coram populo e non coram Deo, e stato edificato un nuovo altare, detto mensa, per la celebrazione dell’ Eucarestia.

 

Cappella Sacro Cuore

Cappella Sacro Cuore

I sei affreschi che circondano la navata.

Gli affreschi  a destra dell’ altare.  

Il primo affresco a destra dell’ altare: La prima apparizione della Madonna a Santa Caterina Labourè. 

Il primo affreschi a destra dell’ altare raffigura la prima apparizione della Madonna a Santa Caterina Labourè durante la notte alle ore 23.30. Santa Caterina, ancora novizia, durante la notte fu svegliata dal suo angelo custode e condotta sino alla cappella dove, per grazia domandata a San Vincenzo de Paoli, incontrò la Madonna che le disse tante cose tra cui quella che le sarebbe apparsa nuovamente.

Nella notte del 18 luglio 1830, verso le 23.30, Santa Caterina Labourè figli della carità di san Vincenzo de Paoli, si sentì sommessamente chiamare ai piedi del letto :” Suor Labourè !.. Suor Labourè!..”.

Si svegliò di soprassalto e vide un bimbo risplendente di luce , il suo angelo custode, che la invitava a recarsi in cappella:”Vieni!,in cappella la Madonna ti aspetta”. La novizia non se lo fece ripetere. Si vestì e seguì la sua guida celeste. Nella cappella, la giovane suora fu condotta fino al presbiterio e qui la Santissima Vergine non si fece attendere. Un fruscio di veste di seta ed ecco la regina del cielo avanzare dalla parte destra e venire a sedersi sulla poltroncina da cui il direttore,  il P. Aladel soleva tenere le sue istruzioni alle novizie. Con il cuore traboccante di gioia, Santa Caterina si gettò in ginocchio, giunse le mani e le posò in grembo alla Vergine Santa. Ebbe così inizio, tra la Mamma Celeste e l’ umile suora, un colloquio durato oltre due ore. Prima di scomparire, come qual cosa che si spegne, la Santissima Vergine disse a Santa Caterina: “Ritornerò, figlia mia, perché ho una missione da affidarti”.

 

 

Il secondo dipinto a destra dell’ altare: Santa Luisa de Marillac con le Figlie della Carità.

Nell’ affresco è rappresentata Santa Luisa de Marillac che indica alle Figli della Carità la loro Madre celeste: la Madonna santissima. La madonna, che porta in braccio il bambinello Gesù, sta a rappresentare il mezzo con cui si arriva a Gesù.

Particolare di questo dipinto sono i copri capo. Le figlie della carità portano sul capo il tradizionale copricapo delle Figlie della Carità: la cornetta.

Santa Luisa non porta la cornetta per due motivi; il primo perché si dice che Santa Luisa non poteva portare la cornetta essendo troppo pesante per lei che soffriva molto il mal di testa.

Il secondo motivo è che, essendo lei una nobile, tiene il copricapo che in genere portavano le nobili di quell’ epoca.

 

Il terzo affresco a destra dell’ altare: Apparizione di Gesù a suor Andrivù.

Il terzo affresco a destra dell’ altare rappresenta una apparizione del Sacro Cuore a una Figlia della Carità; suor Andrivù.

Il Sacro Cuore dona a suor Andrivù uno scapolare promettendole che, con la sua diffusione, chi l’ avesse portato con fede e devozione avrebbe ricevuto grandi grazie.

Questo scapolare viene ancora oggi consegnato con l’ abito alle figlie della carità.

La Chiesa, in questa apparizione,non si è pronunciata lasciando così la libertà di credere o non credere.

 

Il primo affresco a Sinistra dell’ altare: Seconda apparizione a Santa Caterina Labourè.

Il primo affresco a Sinistra dell’ altare rappresenta la seconda apparizione a Santa Caterina Labourè nelle ore della meditazione. La Madonna, nella sua apparizione, porta in mano un globo che lasciatolo andare scompare e allargando le mani fuoriescono dei raggi rappresentanti la grazia. La Madonna disse a Santa Caterina Labourè di coniare una medaglia con la sua effige e di inserire una frase/ giaculatoria che dice: “ O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”. La Madonna promise che, chiunque avesse diffuso la sua devozione e avesse portato questa medaglia con fede, avrebbe garantito grazie su grazie.

Due anni dopo la medaglia fu coniata e fu così che iniziò la sua diffusione.

Il secondo affresco a sinistra dell’ altare : San Vincenzo de Paoli con la moltitudine.

Questo dipinto vuole rappresentare il fondatore delle Figlie della Carità San Vincenzo de Paoli, con la moltitudine degli uomini rappresentata con l’ anziano, gente di media età e il bambino.

La Parigi del 1625 diede a San Vincenzo la possibilità di operare attraverso il suo carisma.

 

 

Il terzo affresco a sinistra dell’ altare : L’angelo custode e il bambino.

Essendo l’istituto dedicato inizialmente ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola elementare poi successivamente alle ragazze dell’orfanotrofio e delle loro educande, si pensò di dedicare un affresco con all’angelo custode a nome di ogni bambino.

 

 

Affreschi presenti nella volta a botte: dall’ ingesso sino all’ abside.

Primo affresco nella volta a botte: Santa Cecilia.

Sopra la cantoria, affrescato nella volta a botte, vi è un affresco rappresentante Santa Cecilia, patrona dei musicisti, che suona l’organo. Dietro Santa Cecilia sono presenti in bianche vesti degli angeli che cantano.

 

Il secondo affresco nella volta a botte: Gesù in mezzo ai bambini.

Quest’ ultimo vuole riprendere la frase evangelica “ sinite parvulos venire ad me” ovvero “lasciate che i bambini vengano a me”.

 

Il terzo affresco nella volta a botte: Distribuzione delle medaglie miracolose.

Il terzo affresco vuole riprendere alcune scene della distribuzione delle medaglie miracolose al popolo.

Dietro le suore che distribuiscono le medaglie vi sono le orfanelle, figlie di Maria, che portano lo stendardo

con l’ immagine della madonna che vi è nella medaglia Miracolosa.

 

Quarto affresco nella volta a botte: Gesù bambino.

Nel quarto affresco della volta a botte vi è rappresentato Gesù bambino circondato da quattro angeli.

Ai piedi di Gesù in basso vi sono due segni in particolare: la croce, una corona e uno scetro.

La croce rappresenta la sofferenza e il peccato. La corona e lo scetro, poggiati sulla croce, stanno ad indicare la gloria e la vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato.

 

 

 

 

L’Abside.

Nel dipinto che affresca l’intera parete dell’ abside troviamo Il simulacro del Sacro Cuore, posto su una nuvoletta monumentale e circondato da una schiera innumerevole di angeli posti in adorazione.

Particolare di questo affresco è l’ angelo posto a sinistra. Anziché adorare il creatore, come fanno tutti gli altri angeli per loro natura, distratto, guarda le creature di Dio presenti nella chiesa e prova un po’ di “invidia” per la libertà che gli uomini hanno di adorare Dio o non adorarlo.

 

Le statue.

Tre sono le statue presenti in cappella sul presbiterio.

La statua del Sacro Cuore, è posta sulla nuvoletta monumentale, nella parete che affresca l’ altare.

La statua della Madonna, posta nella nicchia a sinistra del presbiterio, presenta alcune lesioni dovute all’umidità presente sulla parete sinistra dell’altare. La Madonna nelle mani porta un globo e dalle sue mani partono dei raggi.

Sotto i suoi piedi il serpente narratoci dalle Sacre Scritture.

Questa simulacro fu offerto dall’associazione Carlo Felice.

La statua di San Giuseppe, posta nella nicchia a destra del presbiterio, non presenta particolari lesioni.

San Giuseppe nella mano sinistra, porta in braccio il Bambino Gesù che a sua volta ha il globo nelle mani sormontato da una croce. San Giuseppe porta nella mano destra un Grande giglio rappresentante la purezza.

Questo simulacro fu offerto da una certa Elena Marini.

 

Le stazioni della Via Crucis.

Tutt’intorno alla parete della cappella vi sono appese le 14 antiche stazioni della Via Crucis in gesso.

Esse servono per contemplare e pregare guardando alla passione del Signore Gesù Cristo dalla sua condanna alla sua morte e sepoltura.